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Cos’è la tricopigmentazione

La Tricopigmentazione, conosciuta anche con altre terminologie quali micropigmentazione del cuoio capelluto, tatuaggio di capelli, dermopigmentazione,  è una tecnica di micropigmentazione studiata nello specifico per il cuoio capelluto. Il suo obiettivo è quello di ricostruire l’effetto del capello sulla cute in persone colpite da alopecia, diradamenti, calvizie e cicatrici.
La Micropigmentazione è un trattamento estetico che prevede, con strumenti forniti di aghi, l’inserimento nel derma di appositi pigmenti, permanenti o semipermanenti.

tricopigmentazione_a_romaLa tricopigmentazione è un trattamento che può essere utilizzato come alternativa o come complemento all’autotrapianto, nonché come sostituto o complemento di altre tecniche di infoltimento del capello non chirurgico (ad esempio l’utilizzo di fibre di cheratina, come Toppik, Nanogen, ecc.).
E’ una tecnica ancora non ampiamente conosciuta quanto i comuni trattamenti estetici, caratterizzata da molti vantaggi, a patto che ad eseguirla sia un professionista correttamente formato, dotato di un protocollo di intervento valido e di adeguata esperienza.

Tricopigmentazione permanente o semipermanente

La modalità più diffusa di questo trattamento prevede l’innesto nel derma di pigmenti semipermanenti, che il corpo, attraverso il sistema immunitario, è in grado di smaltire dopo diversi mesi. Generalmente un trattamento completo di tricopigmentazione lascia una copertura di pigmento nel cuoio capelluto, in grado di resistere fino a 12-24 mesi, a seconda della personale fisiologia del soggetto. Il pigmento innestato, in assenza di alcun trattamento successivo andrà gradualmente a dissolversi fino a al suo completo assorbimento, senza lasciare traccia. Questa peculiarità è un vantaggio molto importante perché consente di effettuare una scelta temporanea, che spesso più variare cosi come varia nel tempo la presenza dei capelli in quantità e qualità.

Le diverse tecniche di tricopigmentazione

I trattamenti di tricopigmentazione sono in continua evoluzione, a causa della giovane età di questo tipo di intervento. Le modalità specifiche di applicazione sono poche e possono variare da operatore ad operatore.

L’effetto rasato

tricopigmentazione_capelli_rasatiForse una delle tecniche dove la tricopigmentazione si esprime con tutto il suo potenziale è l’effetto del capello rasato. Questa tecnica ricrea l’illusione estremamente realistica del capello rasato. Non ha importanza quale sia l’entità della calvizia o del diradamento del soggetto, la tecnica riproduce fedelmente il capello rasato anche su una calvizia estesa. Il vantaggio è quello di avere un aspetto più giovane dato dalla simulazione del capello su tutto lo scalpo. Lo svantaggio è il dover rasare i capelli di frequente per poter mantenere l’illusione del capello. Capelli troppo lunghi, in genere a partire da 3-4 mm andranno a creare una differenza di lunghezze tale da evidenziare le diverse tipologie di aree nello scalpo poco gradevoli.

Effetto densità su capelli lunghi o medio lunghi

tricopigmentazione_densità_infoltimentoSi tratta di una tecnica, anch’essa differente a seconda dell’operatore che la esegue, più idonea a mascherare o coprire aree del capo diradate, ma con una quantità di capelli sufficienti e creare una densità non in contrasto con le zone dello scalpo non diradate. Questo effetto non è naturalmente adatto a coprire stempiature di soggetti con capelli lunghi o medio-lunghi, perché evidenzierebbe una discontinuità innaturale rispetto alle zone con capelli. Si rivela invece ottima per coprire le zone chiare dei diradamenti più centrali dello scalpo contribuendo a diminuire l’effetto “lucido”.

Effetto densità e fibre di cheratina

fibre_cheratinaIn caso di diradamenti molto evidenti, tricopigmentando la zona diradata si può avere la massima simulazione del capello associando prodotti di infoltimento estetico come le fibre di cheratina. Le fibre come il Toppik o il Nanogen sono un ottimo ausilo che può creare una “densità fisica” attecchendo al capello trasparente/indebolito/fino e creando una visibilità reale del capello. Soggetti che utilizzano normalmente le fibre di cheratina, possono trovare nella tricopigmentazione un’alternativa o, nel caso di marcati diradamenti, un complemento che ne riduca la dose necessaria all’effetto coprente, riducendo gli svantaggi dell’uso di questo prodotto (dispersione per contatto, acqua, vento).

Copertura delle cicatrici dello scalpo

La cicatrice del cuoio capelluto è una manifestazione naturale fisiologica, più o meno marcata, che si può presentare a seguito di una lesione della parte provocata da incidenti o da interventi chirurgici, specialmente gli interventi di autotrapianto di capelli.
La tricopigmentazione delle cicatrici è una tecnica che riproduce la presenza del capello mascherandola rispetto al resto della capo. L’innesto dei pigmenti nel tessuto cicatriziale è sconsigliato a pochi giorni dalla lezione, ma va operato solo dopo un periodo in cui lo stadio della cicatrice è stabile, in genere dopo almeno un paio di mesi.

Effetti collaterali della tricopigmentazione

La tricopigmentazione effettuata con pigmenti certificati dal Ministero della Sanità, non da in genere effetti allergici e non introduce sostanze nocive al corpo, purchè il soggetto che si sottopone al trattamento sia in buono stato di salute, rimarcando le indicazioni di chi si sottopone ad un tatuaggio classico.
Un effetto collaterale noto ma positivo, in caso di tricopigmentazione eseguita da operatore esperto, è invece  l’iperemia. Grazie a questa dinamica si ha un aumento dell’afflusso sanguigno nella zona trattata, con benefici per chi soffre di alopecia.

Dolore o sensibilità al trattamento

Poiché una seduta può durare 1-2 ore, il dolore è un aspetto importante. Generalmente chi si sottopone al trattamento non riscontra dolore ma un fastidio variabile, motivo per cui l’operatore può non essere un medico e non vengono applicato anestetico. Tuttavia la percezione di eventuale dolore varia dalla sensibilità personale o da una sensibilità della zona da trattare particolarmente elevata dovuta a traumi/infiammazioni della pelle. Per questo motivo prima di sottoporsi alla tricopigmentazione è necessario accertarsi che la cute sia in buona salute.

Le differenze tra tatuaggio classico e tricopigmentazione

La tricopigmentazione del cuoio capelluto non deve essere eseguita con la tecnica e la strumentazione del tatuaggio classico per diversi motivi. Il tatuaggio classico è una tecnica di disegno corporeo decorativo che riproduce un’illustrazione sulla pelle in modo permanente. Gli strumenti e le tecniche di tatuaggio classico non sono idonei a riprodurre l’effetto di tricopigmentazione perché vanno a depositare in uno strato profondo della pelle dei pigmenti non riassorbibili, troppo grandi per essere fagocitati dall’organismo e rimossi. Il pigmento da tatuaggio potrebbe in alternativa essere suscettibile di variazione cromatica nel tempo, portando a degenerare l’effetto realistico che invece è proprio della tricopigmentazione.
I piccoli aghi da tricopigmentazione depositano invece pigmenti appositamente studiati, in uno strato più superficiale della pelle, simulando meglio l’effetto della presenza del capello.
Qualora si preferisca optare per una tricopigmentazione dall’effetto permanente è bene riflettere sul fatto che le caratteristiche dei capelli presenti varia nel tempo, pertanto un trattamento permanente, seppure ben eseguito, può non essere la scelta giusta a distanza di molti anni. In questo caso la rimozione di pigmento permanente nella cute si opera attraverso sedute di laser, operazione che è preferibile evitare grazie a trattamenti reversibili.