La Tricotillomania fa parte dei disturbi di tipo ossessivo-compulsivo; il soggetto che ne è affetto tende a strappare i propri capelli o peli in modo compulsivo e non per fini estetici. L’atto di strapparsi i capelli o peli non è circoscritto a una sola zona, può interessare qualsiasi parte del corpo ricoperta da peluria. Generalmente l’intensità dei sintomi tende a variare ma può protrarsi per tutta la vita. Solitamente la tricotillomania si verifica poco prima oppure appena dopo la pubertà. È stato dimostrato che il suddetto disturbo colpisce circa il 4% della popolazione. Secondo i dati, i soggetti più colpiti sembrano essere di sesso femminile: circa il 90%.

È importante, però, ricordare che la tricotillomania non ha nulla a che vedere con il diffuso vizio di toccarsi i capelli o giocherellarci. Tale vizio non porta alla calvizie o all’alopecia, a differenza invece del disturbo ossessivo-compulsivo di tricotillomania.

Sintomi

tricotillomania

Sia la zona che la quantità di capelli o peli strappati varia da soggetto a soggetto. La cause scatenanti non sono ancora del tutto chiare, ma è evidente che i soggetti interessati presentano spesso disturbi di tipo depressivo, da ansia oppure disturbi alimentari. L’abitudine di strapparsi i capelli, infatti, può nascere dalla necessità di sfuggire a sentimenti negativi o disagevoli come per l’appunto l’ansia, la frustrazione, la tensione o un forte stress. Il paziente prova sollievo nello strapparsi i capelli e spesso tale comportamento, nonostante provochi dolore, può portare alla dipendenza e all’assuefazione. A questo punto il vizio diventa patologico. La tricotillomania ha un impatto molto grave sulla vita sociale del soggetto in quanto l’impulso di strapparsi i capelli diventa impossibile da controllare e in luogo pubblico può diventare fonte di forte disagio. Inoltre, il soggetto può presentare considerevoli difficoltà nello svolgere attività quotidiane a causa del disturbo. Il paziente si ritrova, quindi, in un circolo vizioso: più prova emozioni negative e più tende a strapparsi i capelli e come conseguenza, di nuovo, prova sensazioni spiacevoli.

Inoltre, in concomitanza si verificano spesso disturbi come l’onicofagia o la tricofagia; ovvero, rispettivamente, la compulsione di mangiarsi le unghie o i capelli.

Danni

La tricotillomania, prevedibilmente, causa danni al cuoio capelluto e non solo:

  • Lo strappo ripetuto rende i bulbi piliferi atrofici per il danno follicolare;
  • Può essere causa di escoriazioni, dermatiti o altri danni alla cute.
  • In concomitanza con la tricofagia, il paziente si strappa i capelli e in seguito tende a mangiarli. Questo porta alla formazione di una massa solida e non digeribile nel tratto gastrointestinale. Tale massa può causare indigestione, dolore gastrico, vomito ed ostruzione. In casi estremi può essere necessario un intervento chirurgico.

Diagnosi della Tricotillomania

tricotillomania

La tricotillomania viene diagnosticata nel momento in cui il paziente arriva a strapparsi una quantità considerevole di capelli e in modo ripetuto, tanto da causare la calvizie. La diagnosi non è spesso immediata, questo perché è il paziente stesso a cercare di nascondere la propria condizione in modo alquanto attivo. Per questo motivo, è necessario rivolgersi a uno specialista non appena ci si rende conto della propria condizione.

In genere, il trattamento di tale disturbo, avviene in due modi:

  • La terapia farmacologica: non di rado vengono prescritti degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o la clomipramina (antidepressivi) per diminuire l’ansia, la depressione e i sintomi ossessivo-compulsivi. Tuttavia, il ricorso ai farmaci non trova l’approvazione unanime degli specialisti.
  • Terapia cognitivo-comportamentale: questo è il tipo di trattamento a cui si tende a ricorrere più spesso a causa della sua azione diretta sulla causa del disturbo. Questo tipo di terapia permette al paziente di risalire al principio della sua condizione, di riconoscere quindi la causa scatenante e troncare il problema alla radice. Al soggetto viene, quindi, dimostrato come sostituire un comportamento funzionale al suo comportamento patologico.

In alcuni casi, generalmente quando la tricotillomania coinvolge i capelli degli uomini, è una buona soluzione effettuare una rasatura del capello che rende più difficile l’atto di prendere e strappare il capello.

La tricotillomania, nella maggior parte dei casi è reversibile e curabile. Infatti, una volta eliminato il vizio che danneggiava la cute, i follicoli tendono a tornare prolifici in modo spontaneo. Se invece il danno alla cute risulta essere grave, sarà possibile rivolgersi a un medico specialista e valutare una soluzione ottimale.

In TricoRepair riteniamo che il miglior approccio che tende a contrastare questo comportamento patologico sia l’intervento multidisciplinare di un medico tricologo e di uno psicologo cognitivo-comportamentale (che può decidere di coinvolgere uno psichiatra per l’associazione di una terapia farmacologica). E’ utile inoltre, nei casi in cui il danno follicolare sia ampio e irreversibile, effettuare una tricopigmentazione per ridurre o eliminare eventuali disagi legati al proprio aspetto compromesso dalla tricotillomania. Tutto ciò che concorre alla riduzione degli stati di ansia, frustrazione, stress, depressione, riducono il rischio che si manifestino questi episodi.

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