Tra le diverse soluzioni per la calvizie, l’autotrapianto rappresenta ancora oggi una delle migliori tecniche chirurgiche per infoltire i capelli in maniera pressochè definitiva. Davanti ad una stempiatura o ad una perdita di capelli eccessiva che non può essere curata con lozioni o altre terapie, sono sempre di più le persone che si affidano al trapianto di capelli, o più propriamente autotrapianto poichè è un intervento autologo. In generale l’intervento, che viene effettuato ormai da decenni, consiste nel prelevare un certo numero di bulbi piliferi dall’area occipitale dello stesso soggetto (detta zona donatrice o donor) ed impiantarli nell’area interessata dal diradamento ossia l’area ricevente.
tricopigmentazione
Dietro alla caduta dei capelli, alla calvizie, nella maggior parte dei casi, c’è un colpevole ben preciso, l’alopecia androgenetica. Si tratta di un disturbo caratterizzato dall’atrofia pilifera, lenta ma progressiva, che si concentra, soprattutto, sulla fronte, le tempie e l’area superiore della testa.
Nel campo del trapianto di capelli si distinguono due tecniche principali, la FUT e la FUE. La differenza tra esse è legata al modo in cui si estraggono le unità follicolari. Nella FUT si estrae una striscia di cute del cuoio capelluto che contiene al suo interno i follicoli capillari che sono successivamente estratti. Con la FUE le singole unità follicolari sono estratte una ad una senza incisione lineare dell’area.
I vantaggi del trapianto di capelli con tecnica FUT sono: elevata percentuale di attecchimento e ricrescita dei capelli trapiantati, cicatrice unica e solitamente sottilissima anche dopo più interventi nel tempo. Gli svantaggi riguardano il fatto che necessita di una buona esperienza chirurgica ed un’équipe ben addestrata e ha costi più elevati di esecuzione, personale, materiali e sale operatorie offrendo agli operatori minori margini di guadagno.
infoltire i capelli
Per quanto riguarda invece la tecnica FUE, ha costi più bassi di esecuzione, personale, materiali e sale operatorie e non richiede un profonda esperienza chirurgica; gli aspetti negativi sono legati alla minore percentuale di attecchimento e ricrescita rispetto alla FUT e alla presenza di tante piccole cicatrici visibili con i capelli rasati, ma a volte persino con i capelli lunghi, in caso di  interventi ripetuti o di elevato numero di follicoli estratti.

La tricopigmentazione rappresenta la scelta migliore per tutti coloro che hanno subito un trapianto di capelli, un trauma o un intervento operatorio e desiderano nascondere o minimizzare quanto più possibile la cicatrice stessa. La tricopigmentazione può essere eseguito sia prima che dopo il trapianto è può essere considerata una vera e propria soluzione per infoltire i capelli di uomini e donne (in maniera non chirurgica). Chi decide di effettuarlo prima di accedere all’auto-trapianto di capelli, dovrà eseguire tutte le sedute programmate e attendere 30 giorni prima di procedere con l’intervento di innesto. Chi decide di effettuarla in un secondo momento, deve attendere 6 mesi dall’intervento prima di procedere alla dermopigmentazione delle cicatrici residue.